Dopo la storia d'amore preelettorale confezionata, complici i vari Signorini e Signorine, ad uso mediatico dalla furbetta Noemi nazionale, settimanali e ahinoi quotidiani fanno rimbalzare immagini curvilinee della Papigirl intenta a salire e scendere dal motoscafo, con fare da consumata civetta, nelle smeralde acque. Che il servizio sia del tutto posato e che le foto siano di una pulizia quasi pubblicitaria non val la pena di sottolineare. Fatto sta che tutto ciò che orbita intorno a N., ormai, si spera a torto, sa di costruito. Come il Film Festival di Valva, alla prima edizione, diretto da un tale Carlo Fumo, 22N, enfant prodige, sembrerebbe, autore guarda caso del cortometraggio Scacco Matto, in cui N. recita e per il quale verrà premiata come attrice emergente. La circostanza, sotto gli occhi di tutti, non è stata messa adeguatamente in luce. Forse la noia, forse la distrazione, ma dietro si staglia la regia di una mano sagace, probabilmente quella di L.M.
Tuesday, August 25, 2009
Friday, August 14, 2009
Per non far fuggire il cervellino, chiudere le gabbie (salariali)
Colpo di sole o colpo di spugna? Due aspetti (negativo e positivo) delle frenetiche non fronetiche caldane d'agosto, con uno si delira, con l'altro ci si rinfrescano le idee e, talvolta, si rade la tabula dei vecchi propositi. La linea di demarcazione tra la crisi politica del PDL e la deriva del Paese è molto labile e tende quasi a coincidere con le centrifughe e progressive spinte degli insorti del Sud(d) e del Nord. La robusta Lega vede insidiarsi l'ambito federalismo/separatismo dai rigurgiti meridionalisti di un partito trasversale, che per antonomasia si mette di traverso sull'allocazione di fondi servilmente lasciati defluire verso banche e istituti finanziari settentrionali e reclama considerazione, che vuol dire risorse. Non a pioggia, ribadiscono, anche se ce ne sarebbe punto bisogno, ma in rivoli ben definiti verso destinatari individuati (e soprattutto progetti ...). Per quanto il Nordest, locomotiva del paese, si lamenti, non c'è paragone tra l'assenza di stato nel sud e quella in padania e se il costo della vita tenesse conto dei bilanciamenti e delle compensazioni che ogni famiglia deve fare con propri soldi per coprire disservizi o a-servizi pubblici altro che contrazione degli stipendi meridionali ...
Tuesday, June 9, 2009
Elezioni, erezioni ed eruzioni
Passata è la tempesta ormonal-elettorale, gli uccelli continuano a far festa. D'altronde è la mona-archia imperante.
Terminata dunque la disfida elettorale che ha visto milioni di alberi abbattuti per vedere impressi su manifesti della durata di 12-24 ore (in base alla velocità degli attacchini dell'avversario politico) facce nuove, pulite, sporche, truccate, ritoccate, è il momento dell'analisi, esercizio altrettanto inutile delle prognosi e dei sondaggi. Ma tant'è, non si può restare indifferenti alla campagna minimal-choc di Berlusconi e alle solite noiose nenie di sinistra abbarbicate sui seni maggiorenni di Noemi, sulle decisioni oblique dei giudici, sulle accuse di reviviscenza dittatoriale, tutte dirette ad un unico obiettivo: Berlusconi. La sinistra, anche quella che si pretende e si presenta come 'intelligente', fatica a comprendere che la causa dello sfascio (nel senso di distruzione e non di cambio del pannolino, dunque segno di caduta senile e non di freschezza rampante) di una delle sue componenti, la più rappresentativa, il PD è dovuta a questi reiterati sterili attacchi alla persona, ad una persona. Ma d'altronde l'italiano, mediamente pecorone e pelandrone, viscidamente incollato al gossip e morbosamente avido di nuove immagini 'proibite' di momenti privati e - spera - scandalosi, unici a dargli l'ebbrezza vibrante di una scossa testosteronica ad una mente avvizzita dalle recidivanti argomentazioni di una leadership imbarazzante, l'italiano, dicevo, gode nel parlar male dell'altro, nel conculcare le eccellenze, nel serbare ed alimentare invidia verso chi ce la fa, nel ridurre la politica ad uno specchio dei propri difetti. La deriva a destra dell'Europa stacca, come una faglia di Sant'Andrea, una sezione del proprio territorio, in italico loco, in basso loco, in sudico (ma non sudicio) loco: Portici e Pompei, due roccaforti della sinistra vecchio stampa. è bellissimo passeggiare per le strade di questi paesi, dove la monnezza indifferenziata è un ricordo, una cartolina della vicina Napoli, dove il fetido nauseabondo miasma non proviene da sacchetti ammassati sotto un sole liquefacente, ma dalla decomposizione interna di corpi semoventi, sorridenti, spendenti e mangianti, plurimangianti, in una splendida cornice di laissez faire. Prendiamo Portici. Il cui sindaco, ex missino, quindi margheritino demitiano, quindi piddino fai da te, ha tenuto pulite le strade durante l'emergenza rifiuti, tenendole peraltro ingombre con cantieri che, nell'orgia riqualificatoria delle iniziative sovvenzionate da Regione ed Europa (regione-tramite), disfacevano e rifacevano strade e marciapiedi, talvolta peggiorandole, ma sempre foraggiando l'economia affaristica. Da un 63 % delle scorse elezioni passa ad un 70 %, annichilendo la destra, che paradossalmente piazza il proprio consigliere provinciale, sostituendo quello uscente, proprio del PD. E chi sarà mai 'sto Cuomo? un novello De Luca che a Salerno ha reso vivibile e desiderabile la città. Nient'affatto! Nelle strade scorrazzano delinquenti di ogni risma mentre diligenti impettiti vigili sollecitano a liberare strisce pedonali inutilizzate, e l'incuria e l'illegalità fioriscono ovunque senza presidi dell'autorità. Il porticese ed il pompeiano non hanno compreso il cammino di distanasia intrapreso: con la provincia di destra e la regione di destra che tipo di collaborazione potranno mai avere? è già tanto se qualcuno di assai temibile e sterminatore non si sveglia ribellandosi allo sconcio e annegando i paesi in rivoli caldi per consentire la ricostruzione della dignità dei loro paesani, che passa attraverso la loro distruzione.
Terminata dunque la disfida elettorale che ha visto milioni di alberi abbattuti per vedere impressi su manifesti della durata di 12-24 ore (in base alla velocità degli attacchini dell'avversario politico) facce nuove, pulite, sporche, truccate, ritoccate, è il momento dell'analisi, esercizio altrettanto inutile delle prognosi e dei sondaggi. Ma tant'è, non si può restare indifferenti alla campagna minimal-choc di Berlusconi e alle solite noiose nenie di sinistra abbarbicate sui seni maggiorenni di Noemi, sulle decisioni oblique dei giudici, sulle accuse di reviviscenza dittatoriale, tutte dirette ad un unico obiettivo: Berlusconi. La sinistra, anche quella che si pretende e si presenta come 'intelligente', fatica a comprendere che la causa dello sfascio (nel senso di distruzione e non di cambio del pannolino, dunque segno di caduta senile e non di freschezza rampante) di una delle sue componenti, la più rappresentativa, il PD è dovuta a questi reiterati sterili attacchi alla persona, ad una persona. Ma d'altronde l'italiano, mediamente pecorone e pelandrone, viscidamente incollato al gossip e morbosamente avido di nuove immagini 'proibite' di momenti privati e - spera - scandalosi, unici a dargli l'ebbrezza vibrante di una scossa testosteronica ad una mente avvizzita dalle recidivanti argomentazioni di una leadership imbarazzante, l'italiano, dicevo, gode nel parlar male dell'altro, nel conculcare le eccellenze, nel serbare ed alimentare invidia verso chi ce la fa, nel ridurre la politica ad uno specchio dei propri difetti. La deriva a destra dell'Europa stacca, come una faglia di Sant'Andrea, una sezione del proprio territorio, in italico loco, in basso loco, in sudico (ma non sudicio) loco: Portici e Pompei, due roccaforti della sinistra vecchio stampa. è bellissimo passeggiare per le strade di questi paesi, dove la monnezza indifferenziata è un ricordo, una cartolina della vicina Napoli, dove il fetido nauseabondo miasma non proviene da sacchetti ammassati sotto un sole liquefacente, ma dalla decomposizione interna di corpi semoventi, sorridenti, spendenti e mangianti, plurimangianti, in una splendida cornice di laissez faire. Prendiamo Portici. Il cui sindaco, ex missino, quindi margheritino demitiano, quindi piddino fai da te, ha tenuto pulite le strade durante l'emergenza rifiuti, tenendole peraltro ingombre con cantieri che, nell'orgia riqualificatoria delle iniziative sovvenzionate da Regione ed Europa (regione-tramite), disfacevano e rifacevano strade e marciapiedi, talvolta peggiorandole, ma sempre foraggiando l'economia affaristica. Da un 63 % delle scorse elezioni passa ad un 70 %, annichilendo la destra, che paradossalmente piazza il proprio consigliere provinciale, sostituendo quello uscente, proprio del PD. E chi sarà mai 'sto Cuomo? un novello De Luca che a Salerno ha reso vivibile e desiderabile la città. Nient'affatto! Nelle strade scorrazzano delinquenti di ogni risma mentre diligenti impettiti vigili sollecitano a liberare strisce pedonali inutilizzate, e l'incuria e l'illegalità fioriscono ovunque senza presidi dell'autorità. Il porticese ed il pompeiano non hanno compreso il cammino di distanasia intrapreso: con la provincia di destra e la regione di destra che tipo di collaborazione potranno mai avere? è già tanto se qualcuno di assai temibile e sterminatore non si sveglia ribellandosi allo sconcio e annegando i paesi in rivoli caldi per consentire la ricostruzione della dignità dei loro paesani, che passa attraverso la loro distruzione.
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Matera in Europa
Eh sì c'è un pezzo (un bel pezzo) di Basilicata in Europa, non una prezzemolina, sia chiaro, ma una laureanda in Scienze dell'educazione che ha nel suo curriculum 'pubblico' qualche presentazione sulla Rai e soprattutto un paio di amori che -shhh- devono rimanere segreti: il primo con un agente SISDI, il secondo, quello più fruttifero e strategico, con il figlio del numero 2 dell'intelligence (???) italiana, con il nome da pugile, un tale La Motta. Dunque tra i meriti accreditati dal Nostro Signore delle Candidature figurano una laurea (triennale) in fieri, un imparentamento 'eccellente' e il bell'aspetto. Cambia dunque la tavola dei valori. Meglio essere laureandi (il top sarebbe diplomandi), figli o nuore di qualcuno e possibilmente con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Così sì che si cambia l'Italia, altro che la Germania di quell'altro tipo altrettanto basso che voleva tutti atletici e con i colori giusti, di certo non abbronzati!
Friday, May 22, 2009
Condor, altro che Aquila
Leggo e trasecolo. L'umanità affonda sempre più nelle sue radici animali, evolvendo solo in apparenza prima attorcigliando se stesso in cavi telefonici e informatici, quindi facendoli sparire e comunicando nell'etere con un mondo che non conosce, ma che finge bene di conoscere. La regressione è tutta interiore. Gli istinti ferini riemergono in modo preoccupante dall'escalation continua inarrestabile della violenza in tutte le sue manifestazioni. Per restare all'epicentro del caos: dagli sciacalli post-terremoto agli avvoltoi della ricostruzione, che occupano spazi riservati al ristoro di altri legittimati ed abusano delle sovvenzioni stanziate dal Governo. Che, munificamente, aveva disposto il 100% di reintegro per la ripristino della prima casa per i residenti aquilani, ma ecco che fioccano richieste di più di un terzo superiori ai residenti (100000 su 70000). Ma il Governo assicura, ci sarà qualche ritardo ma dovremo svolgere dei controlli rapidi: il che vuol dire che qualche condor riuscirà a metterci il becco. Questa sì che è beneficenza. E se facessimo invece pagare i costi della ricostruzione a chi dolosamente ha insinuato la sua domanda? Nell'Utopia forse succederebbe, in un mondo senza approfittatori, senza violenti, senza truffaldini, in un mondo senza umani.
Wednesday, May 6, 2009
Strazziale
Così è la 'politica' del PD. Una ridda di tentativi inesausti di delegittimare, ricorrendo ad uno strumentario 'di bassa Lega', la leadership attuale che ha il coraggio di governare secondo le proprie idee e non quelle degli altri. La devastante sconfitta del golden boy che voleva portare l'America in Italia è un chiaro segno della debolezza di argomenti della sinistra italiana, che rivive, con bagliori che preludono ad una rinascita, solo nelle espressioni più viscerali del veterocomunismo o del populismo dipietrista, vera spina nel fianco di un'Italia stremata. La delazione, già dai tempi della scuola, è un fatto eticamente infamante. Eppure il sistema giudiziario, specie in tempi passati, non ha esitato a ricorrervi a piene mani, spesso eccedendo. Che i pubblici ufficiali provvedano a segnalare la presenza sul territorio di soggetti non regolarmente stabiliti in Italia (il che presuppone la probabile assenza di una fonte reddituale e di una sistemazione abitativa decorosa, ovvero la subordinazione degli stessi alla potestà dominicale di altri), non mi pare da esecrare. Che i medici e i presidi di scuola collaborino alla civilizzazione (nel senso del rispetto di regole certe) di un Paese squassato da illegalità ed elusioni, cooperando attivamente e responsabilmente alla definizione di diritti e doveri di ciascuno, fermo restando il prevalente e umano diritto alla salute, non mi pare una cosa fascista. Eppure le disposizioni che questi effetti avrebbero avuto sono stati eliminate dal pacchetto sicurezza in votazione alla Camera, garantendo di fatto la permanenza dello status di clandestino integrato, cioè di trasgressore delle leggi italiane che, non potendo essere sanzionato in quanto non agevolmente individuabile nelle maglie labirintiche del territorio e della burocrazia, ha tuttavia il diritto di fruire dei servizi, di tutti i servizi che lo Stato offre. Che uno Stato civile offrirebbe a soggetti 'regolari'. Ebbene nonostante il pavido revirement della maggioranza, l'oratore Franceschini non trova di meglio che rievocare le leggi razziali e la strumentalizzazione della paura collettiva, spingendo masse di inconsapevoli verso un naufragio garantista che è alla base dell'involuzione sociale del Paese. Non si rende conto di quanto sia poco educativo consentire la convivenza non sanzionata di chi obbedisce e di chi non obbedisce: in quale famiglia ha vissuto? Stra(z)iante!
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Friday, April 24, 2009
L'insostenibile leggerezza dell'etere
Quando cateti catodici si incrociano incastrandosi in inguardabili incagli invoco, provocante, revoche o avocazioni da piani alti o anche bassi che depotenzino l'imperante ubriacante bassezza profonda dei teledeliri di relitti ideologici dirottati come liquidi rottami nella palude ludica di recidivanti divergenze eternate da iperboli di sensi derivanti, cioè alla deriva. Etere, essenza etilica e telica, finalizzata alla narcosi collettiva.
Monday, April 6, 2009
Le fiere della vanità
Conoscevo il popolo abruzzese come particolarmente orgoglioso della propria origine e della propria forza, che altri tradurrebbero in cocciutaggine. Ad ogni modo me lo ricordavo molto tenace e poco indulgente alle sirene della (auto)commiserazione. Ieri sera, a reti unificate, si perpetrava l'ennesimo delitto alla dignità umana ad opera della nostra cattiva maestra televisione.
Un profluvio di lacrime sgorgava in maniera assai singolare dalla bocca anziché dagli occhi delle vittime del terremoto che, grazie al diabolico meccanismo di conversione mediatica, diventavano protagonisti complici di uno show del dolore, cui le platee televisive sono ben addestrate: vanitosi della propria condizione luttuosa al punto da esibirla compiaciuti in imbarazzanti pianti asciutti urlati nel megafono apprestato dal sacerdote officiante la (dis)funzione religiosa. Di una religione che non è solidarietà, ma orgoglio degli uni nell'essere vittime, degli altri nel non esserlo, di altri ancora nel raccontarlo. La morbosa curiosità del numero cresacente di morti, senzatetto, case inagibili, della pietra che ha distrutto il giocattolo, del respiro umano sotto coltri di polveri e calcinacci, del melting pot d'interni che vede cucine miste a soggiorni e letti precipitati su bagni mi sembra una fiera e fiere, nel senso di animali, nel senso spregiativo, tutti i partecipanti.
Abbiamo imparato che le novelle Cassandre scientifiche sono solo menagrami, che la protezione civile preferisce lavorare da sola, che di sangue ce n'è abbastanza per le trasfusioni e non c'è bisogno di altro: una volta tanto tempestività e autosufficienza dei soccorsi. Ma non si può dimenticare che l'esorcismo televisivo produrrà cinicamente liberazione dalle angosce collettive al prezzo di un euro, versato nelle tasche degli operatori di telefonia o qualche spicciolo in più in quelle delle banche: la speculazione sul dolore che non vede immune nessuno, neanche gli spettatori, fintamente attoniti, inconsciamente sereni, che pagano l'obolo come un prezzo per la distanza dalla sofferenza.
Un profluvio di lacrime sgorgava in maniera assai singolare dalla bocca anziché dagli occhi delle vittime del terremoto che, grazie al diabolico meccanismo di conversione mediatica, diventavano protagonisti complici di uno show del dolore, cui le platee televisive sono ben addestrate: vanitosi della propria condizione luttuosa al punto da esibirla compiaciuti in imbarazzanti pianti asciutti urlati nel megafono apprestato dal sacerdote officiante la (dis)funzione religiosa. Di una religione che non è solidarietà, ma orgoglio degli uni nell'essere vittime, degli altri nel non esserlo, di altri ancora nel raccontarlo. La morbosa curiosità del numero cresacente di morti, senzatetto, case inagibili, della pietra che ha distrutto il giocattolo, del respiro umano sotto coltri di polveri e calcinacci, del melting pot d'interni che vede cucine miste a soggiorni e letti precipitati su bagni mi sembra una fiera e fiere, nel senso di animali, nel senso spregiativo, tutti i partecipanti.
Abbiamo imparato che le novelle Cassandre scientifiche sono solo menagrami, che la protezione civile preferisce lavorare da sola, che di sangue ce n'è abbastanza per le trasfusioni e non c'è bisogno di altro: una volta tanto tempestività e autosufficienza dei soccorsi. Ma non si può dimenticare che l'esorcismo televisivo produrrà cinicamente liberazione dalle angosce collettive al prezzo di un euro, versato nelle tasche degli operatori di telefonia o qualche spicciolo in più in quelle delle banche: la speculazione sul dolore che non vede immune nessuno, neanche gli spettatori, fintamente attoniti, inconsciamente sereni, che pagano l'obolo come un prezzo per la distanza dalla sofferenza.
Monday, March 16, 2009
In...soddisfazione
Che coglie chi cerca nelle fitte trame di notizie che si intrecciano su giornali e tv qualche dettaglio in più, o semplicemente più preciso. Saranno le fonti avare, forse.
Che colpisce chi pensa di meritare di più, o semplicemente più riconoscimento. Delle proprie qualità, come dei propri dolori.
Lumumba, che non è la chiambrettiana Lubamba, additato da subito come responsabile della morte di Meredith sconta 14 giorni di carcerazione preventiva per un teorema del giudice fondato su una falsa testimonianza e smontato da riscontri estrinseci. La reclusione viene risarcita con 8000 euro. Pochi secondo il difensore. Che non sa forse che esiste un tariffario dell'ingiusta detenzione e sorvola sul fatto che la Knox possa essere stata la causa dell'infamia che ha coperto il suo assistito e che forse avrebbe dovuto rivolgere contro l'inglesina un'azione per lesione di immagine, visto che la ribalta mediatica è stata prodotta da una sua accusa. Cosa deve lo Stato? Ingannato anch'esso.
Causa effetto, meccanismo elementare e proprio per questo spesso ignorato.
Che colpisce chi pensa di meritare di più, o semplicemente più riconoscimento. Delle proprie qualità, come dei propri dolori.
Lumumba, che non è la chiambrettiana Lubamba, additato da subito come responsabile della morte di Meredith sconta 14 giorni di carcerazione preventiva per un teorema del giudice fondato su una falsa testimonianza e smontato da riscontri estrinseci. La reclusione viene risarcita con 8000 euro. Pochi secondo il difensore. Che non sa forse che esiste un tariffario dell'ingiusta detenzione e sorvola sul fatto che la Knox possa essere stata la causa dell'infamia che ha coperto il suo assistito e che forse avrebbe dovuto rivolgere contro l'inglesina un'azione per lesione di immagine, visto che la ribalta mediatica è stata prodotta da una sua accusa. Cosa deve lo Stato? Ingannato anch'esso.
Causa effetto, meccanismo elementare e proprio per questo spesso ignorato.
Cani cinici e casi clinici nella crasi ciclica della ragione
I peggiori amici dell'uomo. Poveri cani, che vita! Costretti a camminare a quattro zampe, pressocché svestiti tutto il giorno, anche con la pioggia e senza poter impugnare un ombrello. Con il pelo irregolare senza poter andare dal parrucchiere. Con una fame e una sete soddisfatte con ritagli e avanzi solidi, con pozze raccogliticce e luride, spesso vicino alle fontane. Non vanno a scuola ad imparare l'abbecedario e dunque abbaiano, non seguono corsi di bon ton e dunque ignorano l'uso delle posate.
Vogliamo dunque perdonarli se, adocchiando un profumato pezzo di carne pedalante, gli si fanno incontro, chiedendogli cortesemente di scendere dalla bicicletta per giocare con loro e, al suo rifiuto, offesi, lo strattonano e gli raccontano all'orecchio le loro storie. Peccato che essendo cani abbiano i canini piuttosto affilati e che non riescano a ponderare la forza di pressione sulle orecchie e che sbagliando anche mira (in fondo non sono andati neppure ad un corso di tiro con l'arco) colpiscano per caso un occhio, affondando i denti, per errore, nella gola o nel cervello del frugoletto.
Eh sì perché la colpa è del custode, che viene arrestato per "concorso in omicidio colposo". Cane lui e pure il magistrato che dovrà spiegare giuridicamente i sottili tesi fili che legano una condotta partecipativa di un uomo e dei suoi cani. Dunque in gabbia lui e fuori i cani.
Che il giorno dopo, prendendoci gusto, riprendono a passeggiare pasteggiando nella posteggia.
Vogliamo dunque perdonarli se, adocchiando un profumato pezzo di carne pedalante, gli si fanno incontro, chiedendogli cortesemente di scendere dalla bicicletta per giocare con loro e, al suo rifiuto, offesi, lo strattonano e gli raccontano all'orecchio le loro storie. Peccato che essendo cani abbiano i canini piuttosto affilati e che non riescano a ponderare la forza di pressione sulle orecchie e che sbagliando anche mira (in fondo non sono andati neppure ad un corso di tiro con l'arco) colpiscano per caso un occhio, affondando i denti, per errore, nella gola o nel cervello del frugoletto.
Eh sì perché la colpa è del custode, che viene arrestato per "concorso in omicidio colposo". Cane lui e pure il magistrato che dovrà spiegare giuridicamente i sottili tesi fili che legano una condotta partecipativa di un uomo e dei suoi cani. Dunque in gabbia lui e fuori i cani.
Che il giorno dopo, prendendoci gusto, riprendono a passeggiare pasteggiando nella posteggia.
Sunday, February 22, 2009
Castelli di Carta
Tonico e frizzante il Sanremo di Bonolis con sorprese opportunamente organizzate e rocamboleschi esiti della gara. Largo ai giovani! Dalla cenere di Al Bano e Leali sorge l'Amico felice, ultimo prodotto della premiata ditta Mediaset e della sua pax mediatica con la Rai. Per suggellare il patto ci voleva un sacrificio, oltre a quello degli spettatori di guardare una maschera di Carnevale dall'imbarazzante ineleganza e dalla nota incompetenza a presentare, quello dei testi delle canzoni e della vocalità dei cantanti. Piatta piattissima Carta contro un Sal leonardesco bruciante di passione e un narratore che ritaglia con le forbici dello psicologo/psichiatra alla Cristicchi uno squarcio di vita ordinaria.
Sunday, February 15, 2009
Nepotismo discriminante e nepotismo scriminato
Sotto una caduta di Stella, Perotti, Carlucci e Castaldo restiamo convinti che il sistema universitario sia marcio, che i professori, detti baroni, siano agenzie di collocamento di figli nipoti mogli e concubine e pensiamo che tutto ciò sia sbagliato e biasimiamo i potenti che per dare lustro alla propria progenie riflettono su di essa i loro bagliori, segnandone il cammino, illuminandone la strada, accecando potenziali concorrenti, magari migliori. Ci si aspetta che nel vortice di un'opinione pubblica ipersensibilizzata intervenga una moralizzazione esemplare da chi detiene il controllo delle istituzioni, da chi è preposto alla funzione delicatissima di far funzionare la Costituzione cui ha prestato giuramento. E così è stato anche per la nomina dell'organismo di vigilanza incaricato di controllare il rispetto degli impegni di Telecom Italia nella garanzia dell'accesso alla rete; un board cui saranno preposti professionisti di chiara fama. Ma saranno destinati anche quelli di rischiarata fama, rischiarata da quella luce talvolta salvifica tal altra protettiva di un genitore. Tra questi non pensate di trovare un figlio di Berlusconi, sarebbe troppo smaccato favoritismo, ma solo un certo Giulio, giovane giurista di grandi speranze e di forti retrospettive, di cognome fa Napolitano, vi suggerisce qualcosa?
Wednesday, December 24, 2008
Maschi, più maschi, maschissimi
Un cantante che, si dice, è molto vicino alla fede cattolica e gli omosessuali protagonisti dell'ultima ennesima inutile bagarre machistica. Eh sì, perché a ben vedere i più maschilisti del pianeta sembrano proprio essere gli omosessuali maschi e altrettanto dicasi, al contrario, per quelli femmine, cui non dispiacerà la conservazione del plurale maschile. Entrambe queste tipologie escludono infatti la simmetrica ed opposta metà del cielo dal proprio orizzonte esistenziale, assolutizzando l'essere maschi o femmine. Parlando di fusione tra anime non di corpi e purificando così quello che a molti appare un turpe e oltraggioso melting pot. Ma non è questo il punto: se si vuole conquistare un posto nel mondo, occorre dimostrare di essere disposti a comunicare, a misurarsi, a confrontarsi e non certo cercare di imporre 'terrorislamicamente' una verità di parte al tutto, né tantomeno di fare barricate, tracciare solchi di separazione, interrompere i flussi. Purtroppo quest'ultima è stata la strategia minacciata dalle associazioni esponenziali degli omosessuali, che si sono trincerati ancora una volta dietro un vittimismo di facciata difensivo ed irritante. Nel sospetto che il titolo 'Luca era gay' della canzone di Povia, che verrà presentata a Sanremo il prossimo febbraio, nasconda un atto di condanna dell'omosessualità come se fosse una malattia, quelle associazioni hanno annunciato il blocco della manifestazione canora. Atteggiamento molto responsabile e rispettoso della diversità delle opinioni, tipico delle comunità chiuse cui non interessa il dialogo, tipico della sinistra politica italiana (o di quel che resta di essa) e della parte estremista e violenta dell'Islam. Amen, per un futuro relativista!
Thursday, December 18, 2008
Questione etica e questione etilica
Inevitabilmente si intrecciano. Nell'una si cerca di darla a bere, nell'altra si cerca di non far bere. Simmetriche contraddizioni di una politica di facciata. I PM continuano a sentire le voci e i 'puri' di sinistra (s)travolti e inebetiti dall'uragano delle inchieste e dalle sconfitte elettorali cominciano a temere una tangentopoli in salsa rossa. Intanto a Napoli si abbattono gli alberi della Giunta comunale, ma la Quercia resta al suo posto, tetragona ai forti venti di cambiamento. Una decisione coerente e tutto sommato coraggiosa, che ricorda chi, in procinto di perdere tutto, si attacca a quello che ha, consapevole di ritardare così la sua morte politica. In Abruzzo uno dei possibili candidati al governo della regione, sindaco di Pescara, area PD, arrestato. A Potenza collusioni con un parlamentare PD. E intanto si pensa a ridurre da 0,5 a 0,2 il tasso alcolemico consentito per la guida di veicoli, tanto vale ridurlo a zero. Come ogni abbassamento della soglia di punibilità, si produrrà un'astensione di quelli che già bevevano poco con un impatto pressocché zero su quelli che bevevano già tanto. La differenza tra i due valori è un'inezia, forse un bicchiere di vino. Ma se si mettessero pene esemplari per i guidatori in stato d'ebbrezza: tipo ritiro patente a partire da 1 anno a crescere proporzionalmente allo sforamento del limite? e per quelli che cagionano lesioni gravi o morte di altri un'incriminazione per omicidio volontario con pena minima di 10 anni e sospensione della patente fino al superamento con esito positivo di due anni di cura presso strutture di disintossicazione? E se si applicassero per davvero queste misure avremmo bisogno dello 0,3 o dello 0,0000001 per mille per eliminare il rischio di alcolisti al volante?
D'Agostino in Vespa
Triste passerella senile nel salotto televisivo da parte di un gossiparo d'alto bordo e di un fotografo dall'occhio vivido, entrambi, con finto disgusto, sbavanti per le carrozzerie rifatte delle abitanti del piccolo schermo. Proprio quelle che rendono anche se non pendono. Marketta alla Chiambretti destinata a chi nel dossier fotografico di Cafonal c'è o vorrebbe esserci. Perché, come usa dirsi, entrare in certi salotti significa 'essere arrivati'.
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