Monday, February 9, 2015
Inocsulreb
L'iperbolica parabola convergente dell'Unto del Signore (ipse dixit: 25 novembre 1995) che ora va contro il Nazareno (l'omonimo patto siglato il 18 gennaio 2014).
Problemi di identità o suicidio politico?
Monday, February 25, 2013
Ma che bella storia
cosa c'è in mezzo? Il crollo degli equilibri politici dell'inizio anni '90. L'effetto? La rottura del monopolio delle bugie. Libertà, anche in questo campo, a tutte le latitudini, da tutti i lati. I personaggi per una favola, oggi, c'erano tutti. Lucignolo Berlusconi, Gatto Bersani, Volpe Grillo e il Grillo parlante Monti. Poi gli exit poll (vale a dire i polli in uscita libera) e la verità delle proiezioni: due scenari opposti che confermano che il protagonista negativo della storia, il killer delle speranze è uno solo: Pinocchio Popolo (?) Italiano.
Sunday, November 13, 2011
Amen(o che non succeda l'imprevedibile)
Monete uniche
Tuesday, September 27, 2011
Sono magistrati o uccellatori?
Thursday, December 3, 2009
Sotto ... zero
Monday, November 30, 2009
Scratching the Jingle Balls: ovvero della Scaramanzia natalizia

Lui, l'Unto del Signore, reincarnato per la salvezza della penosa e pensosa penisola (dei famosi? degli affamati? isola di pene o ... appunto), ri-inchiodato al crocifisso (ora che hanno rimosso il precedente occupante) mediatico, politico, giudiziario che ne fa quotidianamente (ovvero sui quotidiani) capro espiatorio dei guasti e dei difetti dell'intero genere umano (?), con una bruciante, bollente Passione che rischia di giungere in Apocalisse prima di esaurirsi, Lui ha finalmente trovato la risposta al terremoto, a Veronica, a Di Pietro, alla crisi economica globale, etc, etciù.
Aveva fatto male i conti, non Lui, Tremonti! Eh sì! La sua squadra di governo era da ultima cena!
12 ministri???!!! E quale avveduto capo di governo avrebbe imbandito la tavola per tredici, dico 13 convitati??? Era ovvia la conclusione. Ma il Saggio ha provveduto e in Gazzetta, il 28 novembre, il sospirato gesto che annullerà le sventure sul suo capo.
I Ministri diventano 13, e non con un Dicastero qualunque, ma con quello della Salute!
A Lei, Presidente! e tanti auguri...
Saturday, October 24, 2009
Questione immorale
Tuesday, June 9, 2009
Elezioni, erezioni ed eruzioni
Terminata dunque la disfida elettorale che ha visto milioni di alberi abbattuti per vedere impressi su manifesti della durata di 12-24 ore (in base alla velocità degli attacchini dell'avversario politico) facce nuove, pulite, sporche, truccate, ritoccate, è il momento dell'analisi, esercizio altrettanto inutile delle prognosi e dei sondaggi. Ma tant'è, non si può restare indifferenti alla campagna minimal-choc di Berlusconi e alle solite noiose nenie di sinistra abbarbicate sui seni maggiorenni di Noemi, sulle decisioni oblique dei giudici, sulle accuse di reviviscenza dittatoriale, tutte dirette ad un unico obiettivo: Berlusconi. La sinistra, anche quella che si pretende e si presenta come 'intelligente', fatica a comprendere che la causa dello sfascio (nel senso di distruzione e non di cambio del pannolino, dunque segno di caduta senile e non di freschezza rampante) di una delle sue componenti, la più rappresentativa, il PD è dovuta a questi reiterati sterili attacchi alla persona, ad una persona. Ma d'altronde l'italiano, mediamente pecorone e pelandrone, viscidamente incollato al gossip e morbosamente avido di nuove immagini 'proibite' di momenti privati e - spera - scandalosi, unici a dargli l'ebbrezza vibrante di una scossa testosteronica ad una mente avvizzita dalle recidivanti argomentazioni di una leadership imbarazzante, l'italiano, dicevo, gode nel parlar male dell'altro, nel conculcare le eccellenze, nel serbare ed alimentare invidia verso chi ce la fa, nel ridurre la politica ad uno specchio dei propri difetti. La deriva a destra dell'Europa stacca, come una faglia di Sant'Andrea, una sezione del proprio territorio, in italico loco, in basso loco, in sudico (ma non sudicio) loco: Portici e Pompei, due roccaforti della sinistra vecchio stampa. è bellissimo passeggiare per le strade di questi paesi, dove la monnezza indifferenziata è un ricordo, una cartolina della vicina Napoli, dove il fetido nauseabondo miasma non proviene da sacchetti ammassati sotto un sole liquefacente, ma dalla decomposizione interna di corpi semoventi, sorridenti, spendenti e mangianti, plurimangianti, in una splendida cornice di laissez faire. Prendiamo Portici. Il cui sindaco, ex missino, quindi margheritino demitiano, quindi piddino fai da te, ha tenuto pulite le strade durante l'emergenza rifiuti, tenendole peraltro ingombre con cantieri che, nell'orgia riqualificatoria delle iniziative sovvenzionate da Regione ed Europa (regione-tramite), disfacevano e rifacevano strade e marciapiedi, talvolta peggiorandole, ma sempre foraggiando l'economia affaristica. Da un 63 % delle scorse elezioni passa ad un 70 %, annichilendo la destra, che paradossalmente piazza il proprio consigliere provinciale, sostituendo quello uscente, proprio del PD. E chi sarà mai 'sto Cuomo? un novello De Luca che a Salerno ha reso vivibile e desiderabile la città. Nient'affatto! Nelle strade scorrazzano delinquenti di ogni risma mentre diligenti impettiti vigili sollecitano a liberare strisce pedonali inutilizzate, e l'incuria e l'illegalità fioriscono ovunque senza presidi dell'autorità. Il porticese ed il pompeiano non hanno compreso il cammino di distanasia intrapreso: con la provincia di destra e la regione di destra che tipo di collaborazione potranno mai avere? è già tanto se qualcuno di assai temibile e sterminatore non si sveglia ribellandosi allo sconcio e annegando i paesi in rivoli caldi per consentire la ricostruzione della dignità dei loro paesani, che passa attraverso la loro distruzione.
Matera in Europa
Thursday, December 4, 2008
Ormone di Palazzo
Thursday, November 20, 2008
Meglio Ikea

Avete mai provato le sedie scandinave? Comode come le panche di una birreria, utilizzano il minor quantitativo di materiale possibile. Logico, sono economiche ed il risparmio, in un'economia dove nulla si crea e molto si distrugge, si può fare su quantità o qualità inferiori dei manufatti. Ebbene, di sicuro le forniture per l'arredamento della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, nonostante Stella e Rizzo, e aggiungerei Brunetta, sono di diversa provenienza, con sovrabbondanza di adesivo, che fuoriesce dalla poltrona, pervadendo come un blob le circostanze e soprattutto tenendo incollato il seduto di turno. Non di Toro si tratta, ma a fare l'indiano ci riesce benissimo: è la storia di un gagà napoletano, assurto da una vita professionale brillante ad una carriera politica trasformista per necessità (DC, CDU, Margherita, infine PD), che per 'rispetto delle istituzioni', eletto regolarmente presidente della commissione, non vuole dimettersi nonostante le 'violente pressioni' di compagni e capi di partito e gli inviti, non disinteressati, della maggioranza di governo che ha contribuito in maniera decisiva alla sua investitura, insieme con due dissidenti o 'distratti' di sinistra. Certo l'atteggiamento del neoeletto è un po' mastelliano, da aggrappato al carillon di famiglia nel pieno di uno tsunami, ma quel che è peggio è l'atteggiamento di un'opposizione 'mafiosa' che recupera e pratica metodi stalinisti di dissuasione (fino all'odierna espulsione), ma anche di una maggioranza che, fintamente - immagino -, cerca di dimostrare uno spirito collaborativo concordando infine sul nome di Zavoli. Il rispetto delle regole non consente di deporre l''incollato', occorre appellarsi ad un atto di correttezza istituzionale che tarda a venire, forse perché nel frattempo possono maturare corrispettivi politici interessanti e quindi come in qualsiasi suk il detentore di maggiore forza contrattuale tira sul prezzo delle dimissioni o della 'decollazione'. La strategia di sinistra (o meglio dei nemici di Berlusconi) risulta ancora una volta fallimentare e naufraga sotto i colpi del fuoco amico: dapprima con l'ostinazione a presentare un impresentabile, nonostante il recesso operoso della destra sulla votazione alla Consulta (rammentato a Bocchino da Latorre su La7 in una scena da avanspettacolo), quindi con il suicidio d'immagine pubblica commesso dall'accanirsi contro Villari. Il potere logora chi non ce l'ha.
Tra cucù e coccodè
Ancora nell’occhio del ciclone mediatico il premier italiano, stavolta per uno scherzo giocato alla Kanzlerin Merkel. Nascosto dietro ad un monumento l’ha lasciata sfilare, non visto, con i suoi body guard per poi apparirle improvvisamente alle spalle sorprendendola con la più antica delle onomatopee ludiche ispirata ai lignei orologi alpini. Un omaggio alla Germania, una rottura del protocollo diplomatico ossidato dal tempo e dalla tristezza dei suoi protagonisti. In breve Berlusconi diverte e si diverte, una novità nel panorama internazionale degli uomini di governo. La sua ribalta non è l’incontro internazionale ma un palcoscenico permanente, dove, da primattore, non può rinunciare alle vallette Arboree, solo che lui, alla notte, dice spesso sì. E, a dire il vero, pare che quelli a razzolare e a gorgogliare vanamente nell’aia parlamentare siano proprio i suoi avversari politici, condannati a starnazzare critiche ‘di ruolo’, travolti e inebetiti dall’attivismo (talvolta di facciata) della nouvelle vague arcoriana e dei suoi proseliti.

