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Wednesday, November 11, 2020

Ma che razza di giornalismo...

Che tristezza vedere l'affannarsi di pennivendoli e riempischermo nel seguire schierati e inappuntabili gli ordini editoriali superiori. In Italia come all'estero. Da circa una settimana è bufera mediatica contro la Campania: ogni giorno non c'è telegiornale o rotocalco parapolitico che non si indigni del fatto che la Campania non sia stata collocata in una fascia di colore più scuro di quella che attualmente occupa, a dispetto delle immagini propalate dalle stesse trasmissioni e volte a disegnare uno scenario di degrado e diffusa inciviltà. Certo, comprendo che veder scialare migliaia di giovani su una delle coste più belle d'Italia susciti motivata invidia e, in taluni, particolarmente paranoici, giustificata apprensione. Ma accanirsi nel modo visibile a tutte le ore sui vari media, basandosi vuoi sull'oscillatorietà dell'atteggiamento del presidente della Regione, vuoi sui tentennamenti del Governo, vuoi ancora sulla pressione esercitata da gruppi oscuri (se ne hanno le prove? allora occorre denunciare i fatti, non se ne hanno? allora si cercano o si tace), immalinconisce chi crede che, pur nell'opposizione delle opinioni più svariate, occorra sempre riconoscere diritto di cittadinanza a idee fondate su dati, quantomeno in un sistema che si autodefinisce libero e democratico. 

Attack Art

Come nella censura a Trump, tagliato dalla ABC, CBS e MSNBC durante un discorso, in cui esponeva i suoi sospetti su frodi elettorali. Si vedrà l'esito dei ricorsi ma intanto dov'è la libertà di espressione? Si profilano tempi bui nella nuova America dei 'democratici' (se tale sarà).


Trump interruptus

L'ultima perla sulla questione giallo/arancione/rosso, ai limiti del delirio razzista, è apparsa sul seguente blog (forse più correttamente un burp, che non meriterebbe neanche la limitatissima pubblicità in questa sede, ma vale come esempio negativo e come tale è sempre bene aver presente da cosa occorra prendere le distanze per non apparire forzatamente faziosi, ciechi e sordi, sebbene non di nascita, ma di ... occasione): https://www.nicolaporro.it/continua-il-siparietto-sulla-campania/

Saturday, October 24, 2020

Schizosfrenati

 8 mesi da Codogno. Dal paziente 0. Siamo ancora punto e a capo.

Il limite della politica delle opinioni è che si ventilano ipotesi, troppe, e non si ventila in ospedale.

La sicum(')era dei governanti, indifferenti al come sarà, trionfa su un concetto ontologicamente antitetico all'emergenza ma che, se attuato, sarebbe (stato [ormai]) in grado di prevenirla: la programmazione.

Abbiamo fondi europei senza fondo, ma andiamo piano con i piani di impiego. 

Abbiamo avuto mesi di tregua e abbiamo contemplato il rincorrersi delle stagioni, adagiati sullo/a Speranza che 'tutto andrà bene' e 'tutto è sotto controllo'. Il sole bello d'agosto aspettava però una nuova eclissi. Della ragione, anzi di questa proprio un'ellissi. Ora c'è chi è fiero della Fiera e chi della modularità della reazione, ma pare non sia abbastanza. Manca sempre qualcosa. Non più mascherine, anzi, proprio per Halloween (alluìn) ce n'è, ce n'è. Manca l'aria e il coprifuoco, inteso come spegnimento di un consumatore di ossigeno, non ce la può dare. Manca soprattutto chi l'aria sa farla defluire dove serve. Perché? Forse potevano iniziarsi corsi di formazione brevi e intensi per assistenti sanitari? Forse potevano prodursi e acquistarsi più dispositivi? Forse potevano requisirsi e utilizzare o riattare spazi in cui allocare strutture e nuovo personale? è la ragione del post (anche di questo che scrivo), certo, ma ne abbiamo già avuto uno di post, che si è tradotto però, per un mistero anagrammatico ma infine drammatico, in uno stop, senza go. 

Quid nunc?

Statua dell'anarchia

Imp(i)azza la reazione. Degli abbandonati. Dei relitti. Dei marginali. Dei pronti a tutto. Aliunde aizzati forse, coordinati certamente, professionisti della protesta. Ma oltre la cortina, fumogena, della superficie, violenta, c'è la sofferenza di persone dignitose, che si estinguono nel silenzio di un tramonto economico, le cui ombre si annullano nel buio generale. Misure asimmetriche, compensative di un rilassamento nella pianificazione politica e punitive di soggetti irresponsabili, nel senso di senza responsabilità. Quanto costava formare persone essenziali per le attività essenziali (infermieri e anestesisti), quanto costava incrementare, solo per raggiungere i livelli europei medi, la dotazione di dispositivi, strutture e spazi? Quanto costerà (ed è già costato) in termini economici e sociali e psicologici (e di ulteriori danni collaterali) l'incapacità di programmare? Domani si chiude il Festival del Cinema di Roma, si riapre il Festival delle Occasioni mancate.

Mentre il governatore dorme lontano e il sindaco de minimis guarda da lontano. E lo Stato soggiace di fronte alla perdita, meritata, di rispetto.
Stato di anarchia