Giallo, rosso (magenta), blu (ciano). Colori primari. Voce della luce. Base della percezione estetica del mondo. Codici espressivi. Bianco sintetico. Nero esclusivo. Rosso sangue, blu jeans, giallo sole. Giallorosso arancione eppur giallo. Bianconero. Addizione e sottrazione: l'immobilità. Assembramento e distanziamento. Gialloblu è verde, Speranza. Molto giallo e verde, invero, ma di rabbia gli arcipelaghi deambulanti. Bianco Natale. Quest'anno forse giallo. Libero isolamento. Dal freddo opaco di giorni uguali. Trasparenze remote di prospettive necessarie.
Saturday, November 21, 2020
La danza dei colori
Wednesday, November 11, 2020
Ma che razza di giornalismo...
Che tristezza vedere l'affannarsi di pennivendoli e riempischermo nel seguire schierati e inappuntabili gli ordini editoriali superiori. In Italia come all'estero. Da circa una settimana è bufera mediatica contro la Campania: ogni giorno non c'è telegiornale o rotocalco parapolitico che non si indigni del fatto che la Campania non sia stata collocata in una fascia di colore più scuro di quella che attualmente occupa, a dispetto delle immagini propalate dalle stesse trasmissioni e volte a disegnare uno scenario di degrado e diffusa inciviltà. Certo, comprendo che veder scialare migliaia di giovani su una delle coste più belle d'Italia susciti motivata invidia e, in taluni, particolarmente paranoici, giustificata apprensione. Ma accanirsi nel modo visibile a tutte le ore sui vari media, basandosi vuoi sull'oscillatorietà dell'atteggiamento del presidente della Regione, vuoi sui tentennamenti del Governo, vuoi ancora sulla pressione esercitata da gruppi oscuri (se ne hanno le prove? allora occorre denunciare i fatti, non se ne hanno? allora si cercano o si tace), immalinconisce chi crede che, pur nell'opposizione delle opinioni più svariate, occorra sempre riconoscere diritto di cittadinanza a idee fondate su dati, quantomeno in un sistema che si autodefinisce libero e democratico.
L'ultima perla sulla questione giallo/arancione/rosso, ai limiti del delirio razzista, è apparsa sul seguente blog (forse più correttamente un burp, che non meriterebbe neanche la limitatissima pubblicità in questa sede, ma vale come esempio negativo e come tale è sempre bene aver presente da cosa occorra prendere le distanze per non apparire forzatamente faziosi, ciechi e sordi, sebbene non di nascita, ma di ... occasione): https://www.nicolaporro.it/continua-il-siparietto-sulla-campania/
Friday, November 6, 2020
Unlockdawn
Confina.menti aperta.mente alienanti
Saturday, October 24, 2020
Schizosfrenati
8 mesi da Codogno. Dal paziente 0. Siamo ancora punto e a capo.
Il limite della politica delle opinioni è che si ventilano ipotesi, troppe, e non si ventila in ospedale.
La sicum(')era dei governanti, indifferenti al come sarà, trionfa su un concetto ontologicamente antitetico all'emergenza ma che, se attuato, sarebbe (stato [ormai]) in grado di prevenirla: la programmazione.
Abbiamo fondi europei senza fondo, ma andiamo piano con i piani di impiego.
Abbiamo avuto mesi di tregua e abbiamo contemplato il rincorrersi delle stagioni, adagiati sullo/a Speranza che 'tutto andrà bene' e 'tutto è sotto controllo'. Il sole bello d'agosto aspettava però una nuova eclissi. Della ragione, anzi di questa proprio un'ellissi. Ora c'è chi è fiero della Fiera e chi della modularità della reazione, ma pare non sia abbastanza. Manca sempre qualcosa. Non più mascherine, anzi, proprio per Halloween (alluìn) ce n'è, ce n'è. Manca l'aria e il coprifuoco, inteso come spegnimento di un consumatore di ossigeno, non ce la può dare. Manca soprattutto chi l'aria sa farla defluire dove serve. Perché? Forse potevano iniziarsi corsi di formazione brevi e intensi per assistenti sanitari? Forse potevano prodursi e acquistarsi più dispositivi? Forse potevano requisirsi e utilizzare o riattare spazi in cui allocare strutture e nuovo personale? è la ragione del post (anche di questo che scrivo), certo, ma ne abbiamo già avuto uno di post, che si è tradotto però, per un mistero anagrammatico ma infine drammatico, in uno stop, senza go.
Quid nunc?



