Monday, February 25, 2013

Ma che bella storia

C'era una volta il BelPaese. Uscito dalla guerra, intento a (ri)costruirsi, umile ma con speranze di grandezza, con orgoglio di 'italiani'. L'attualità? Un paese viziato, inatto al sacrificio, individualista, di corte vedute.
cosa c'è in mezzo? Il crollo degli equilibri politici dell'inizio anni '90. L'effetto? La rottura del monopolio delle bugie. Libertà, anche in questo campo, a tutte le latitudini, da tutti i lati. I personaggi per una favola, oggi, c'erano tutti. Lucignolo Berlusconi, Gatto Bersani, Volpe Grillo e il Grillo parlante Monti. Poi gli exit poll (vale a dire i polli in uscita libera) e la verità delle proiezioni: due scenari opposti che confermano che il protagonista negativo della storia, il killer delle speranze è uno solo: Pinocchio Popolo (?) Italiano.

Monday, November 26, 2012

Wortspiele

Solidaritaet-Soliditaet
'fast' essen ist fast Essen
Moebliert- Moebiliert
Geniessen ist besser als giessen
Sehen wir uns zum Mittagessen um Mittag? Aber das ist ein Spaetstueck!
Zur Bestaetigung dass alles was alle Leute machen oder denken schlimm ist kommt jetzt die Etymologie: ueblich kommt vom Uebel sowie gemein bedeutet schlecht.
Sittenwidrig und Geschmackswidrig!
ich habe ein frisch gebuchtes Buch vom Buchofen herausbekommen!
was sollte ich Ihnen sagen... ich habe meine Frau telefoniert und gesagt: Morgen ist Totensonntag. Ein typischer Fall schlechtes Empfanges: sie hat mir am kommenden Tag eine unglaubliche Menge Kuchen vorbereitet!
laedt bitte keinen Tuerke am Donnerstag ein: er kann glauben dass ihr Doener serviert!
nachts keine Eile nur nackte Eule
palandtieren wir Strassenlampe: ... Schlampe! sie beleuchtet wohl...

per un'agenzia di lavoro temporaneo: Take A-Way

Saturday, November 17, 2012

Schnell Essen ist fast Essen!

Quando ci si invicola in dedali transculturali la saggezza è più vicina. Il vento pervade la mente di un gelo che un effimero sole non riesce a sciogliere. Soli non si può mangiare. Il piacere (e il gusto) è almeno per metà dato dalla compagnia.

Friday, February 3, 2012

Io non ci sto!

Novara, 9 settembre 1918 – Roma, 29 gennaio 2012

Sunday, November 13, 2011

Amen(o che non succeda l'imprevedibile)

Giornali, TV, radio sono inondati da un cumulo di bestialità giuridiche, il che non stupisce a sol guardare il livello culturale, anche specialistico, dei rappresentanti del Popolo italiano (ma, a proposito, qual è? si è mai costituito? sono in molti a non esserne accorti). Rappresentanti di un'iperbole retorica che solo la finzione demagogica identifica nella somma dei singoli, consistendo invece, mutando continuamente forma, nella sparuta compagine dei Black Bloc, nelle centinaia di lanciatori di monetine, nei manifestanti, nei P5isti: il Popolo italiano è uno e plurale, in perenne ricerca di identità, non ancora rassegnato alla sua inesistenza. Ebbene sì, anzi no, il Popolo italiano non esiste, o meglio ne esistono almeno 5 o 6, classificabili in base a coordinate geografiche, latitudine di pensiero e longitudine di visione. Ma non è questo il motivo che, da indignado (non demitiano), spinge il cursore a correre sul display retroilluminato. è piuttosto l'abuso del diritto, una violenza da codice penale, perpetrato soprattutto da politici, che ben dovrebbero conoscere la realtà istituzionale, complici poco attenti watchdogs con il tesserino di giornalisti. Si sbandiera, anche da personalità acute e avvedute, dunque con un discreto gradiente di credibilità e suggestione, che l'incarico a Monti costituirebbe un'espropriazione della volontà popolare, un commissariamento del potere politico, etc. Va da sé che nessun serio costituzionalista avallerebbe (e non avvallerebbe come ho letto in una pagina di Italia Oggi, proprio Oggi) un'affermazione così erronea. L'incarico/designazione del PCM in pectore rientra tra i poteri pochi e annebbiati del PdR; è dunque scelta di un soggetto che non deve avere necessariamente una investitura elettorale (anche se inusitatamente gliela se n'è procurata un'imago di tutta fretta), ma solo un consenso delle Camere, deducibile dalle consultazioni che, rapide, si stanno svolgendo. Nessun vulnus alla tanto venerata e inconsistente democrazia italiana (esempio ne sia l'esplosione di gioia festante alla notizia delle dimissioni di Mr. B., che ricordava molto la primavera araba e l'indulgere nel considerare il diciassettennio - potere della scaramanzia - un unicum temporale del regime mediatico). I gruppi parlamentari sono liberi nella decisione, se si verificherà una maggioranza su un nome diverso, si leggerà l'Addio ai Monti e all'Euro.

Monete uniche

Il tintinnio c'è stato, non di manette come alla fine della I repubblica, ma di monete. E anche questo è un dejà-entendu. A proposito, erano lire o euro? Il ritorno alle monete plurali è stato più volte ventilato nelle tempeste finanziarie che hanno assediato l'Europa. Il problema da tempo avvertito ma cui non si è voluto mai porre rimedio è l'incompletezza, per mancanza di coraggio, della sovrana riforma monetaria. Non si può fabbricare una magnifica auto da corsa radiocomandata e lasciare il telecomando in mano a 23 bambini. Occorreva, dall'inizio, creare un governo economico unitario. Ma tant'è, è banale rimpiangere il non fatto; il nuovo profilo politico che si staglia all'orizzonte è montano, fatto di salite e prima o poi di discese, o il contrario? Dalle discese in campo, nei pianori padani, al rigurgito di orgoglio del predellino, surrogato meccanico di protesi rialzanti occultate nelle calzature, ai monti. La vertigine è di rigore, come, si spera, il programma del neo-premier.

Sunday, October 16, 2011

Le centurie di Magistradamus

Una bella piazza, piena di cciovani ... mi aschpetto molta energia positiva ... 

Quanto sei bella Roma quando è sera...

Le solite fandonie giornalistiche.
Era una gita di educati studenti e ne abbiamo le prove.
 Qui è chiaro che il capo comitiva raduna gli amici invitandoli a salire sulla corriera.

Notate in quest'altra istantanea l'abilità del mastro di feste che irrora con generosità il grill per la preparazione di salsicce e ottime fiorentine.


lo chef dà istruzioni agli apprendisti pizzaioli su come estrarre una pizza croccante da un forno ormai ribollente

alla bisogna uno sportivo partecipante lancia la panna montata per guarnire squisite delicatezze, ma attenzione al forno sullo sfondo ...
... falso allarme, non c'è da preoccuparsi, con generosa champagneria si conclude lo spumeggiante rinfresco.
Certo un po' di disordine l'avranno creato, ma che sarà mai, con quello che si sente in giro...

Roma, anno zero

La decivilizzazione si è impadronita delle istituzioni, inermi spettatrici del collasso sociale in corso e delle ricadute più volgari e raccapriccianti evidenziate dalle ennesime devastazioni del centro di Roma. Istituzioni civili garantirebbero la sicurezza del territorio, degli spazi in cui si parcheggia la propria automobile, delle vetrine dei commercianti, degli appartamenti, della fede religiosa dei cittadini. E lo garantirebbero con ogni forza, perché se si incrina il senso di sicurezza viene meno la libertà anche di manifestare. Quanti genitori con bambini si recherebbero ad un corteo a Roma domani? Delle volte la civiltà si manifesta nel rigore e non nella tolleranza. Forze dell'ordine 100 - black block 30. Ma è una sconfitta perché i numeri si riferiscono ai feriti. Solo in Italia, in quest'Italia impaurita e tremante al solo pensiero di esercitare la forza necessaria per reprimere una massa di balordi poteva darsi uno score avvilente di questo tipo. Ma quali tutori dell'ordine lascerebbero distruggere beni pubblici e privati, chiese, banche, strade, i loro stessi automezzi? Non sono in grado di tutelare nulla, dunque meglio licenziarli in blocco. Dal blocco nero al firing block, e di fire ieri se n'è visto...

Thursday, September 29, 2011

Italiano questo sconosciuto

Inutile e disperante il tentativo di digerire le corbellerie grammaticali e sintattiche diffuse su/da/tra gli organi di informazione, principali avamposti dell'educazione culturale (all'italiana). Siamo un paese dall'ottima cucina e tale attitudine contamina le altre capacità al punto di far scrivere come si mangia, masticando parole, deglutendo sillabe, e via dicendo. L'ultima sul CorSera del 29 settembre: a proposito della lettera-messaggio inviata da Trichet, presidente della BCE, al governo italiano in cui si raccomandava più energia nelle operazioni di correzione del bilancio, in riferimento ad alcune manovre correttive 'imposte', il buon Mario Sensini scrive che la manovra di 3 punti di PIL "ha fatto tremare le vene ai polsi di Giulio Tremonti". Sensazione particolare, soprattutto se localizzata; nell'immaginazione poetica dell'articolista suppongo si tratti della contenuta veemenza di un iracondo prima di avere uno scatto feroce di rabbia. Non so se è proprio questo il significato che voleva trasmetterci. Ad ogni modo la citazione dantesca resta tutta sullo sfondo sconsolato di una permanente crisi del linguaggio.

Tuesday, September 27, 2011

Sono magistrati o uccellatori?

Una lepre che persegue uno storto sperando di incastrarlo sotto un mucchio di legno.

Thursday, August 18, 2011

Scudi e scudetti

Comincia una settimana hot per gli italiani. Per tutti, calciatori e politici. E se i primi, scottati dalla prospettiva di perdere il 10% dei loro introiti, diventano abbronzati molto più di Obama (e come biasimarli se in alcuni casi il valore sottratto corrisponde ad una casa di 100 metri quadri nel centro di Roma), i secondi, soprattutto quelli della cd. maggioranza, che hanno sbandierato la virtù dei conti tenuti e l'intangibilità dei livelli di imposizione fiscale, sudano più di giocatori di Texas Hold'em nel cercare di reperire un meccanismo adatto a racimolare quei pochi miliardi necessari per risanare i conti, inesorabilmente malati. E tra le varie trovate da  prestigiatore (ridurre le aliquote del prelievo del contributo di solidarietà impedendone però la deduzione futura con l'effetto di incrementare in misura decimale la tassazione) si palesa una soluzione che fa a pugni con la logica (e non è una novità) ma anche con la buona fede e la fairness. D'altronde non siamo in Inghilterra e gli italiani non si accorgerebbero dell'ultima violazione, molti in verità neanche della prima per il semplice fatto di averla escogitata. Si parla degli scudi (rientro dei capitali dall'estero in Italia, 'protetti' da un'aliquota minima, dazio di legalizzazione). Ebbene alla tariffa agevolata di ritorno (5-7%) ora i cervelloni ministeriali vorrebbero aggiungere un ulteriore balzello (1-5%, altri addirittura il 15%): un po' come dare il formaggio al topo non per nutrirlo ma per ucciderlo (si badi bene: è una valutazione che prescinde del tutto dalla considerazione della correttezza del comportamento a monte tenuto dagli 'esportatori'). Alla luce di questa ipotesi, a maggior ragione, non so quanti detentori di capitali all'estero siano incentivati all'aderire allo scudo bis, secondo episodio della saga economica, con un'aliquota però superiore a quella della prima puntata, con la prospettiva di essere ritassati nel breve volgere di qualche mese. Ma il punto, come anticipato, è un altro! Si tratta di giocare con la logica: se offro un bene del valore di 20 euro a 5 euro, mi aspetto una fila di acquirenti, in realtà se ne presentano un terzo di quelli attesi, ma se l'anno successivo offro lo stesso bene a 7-10 euro, quali leve psico-economiche penso di utilizzare per indurre gli altri due terzi ad aderire entusiasticamente alla nuova offerta? Sarà il caldo opprimente di questi giorni, ma l'autunno è alle porte, servirà a rinfrescare le idee a tutti.

Wednesday, August 17, 2011

Logicidio

Passi che la magistratura si faccia scrivere dal parlamento leggi da applicare per trarsi di impaccio dalla pericolosa china presa dalle interpretazioni caso per caso, passi che quando non ci riesce cerchi di dettare le istruzioni redazionali attraverso le sue decisioni, passi che le disapplichi quando non le sono gradite (con rinvio alla Corte costituzionale), ma che proprio un onorevole (nel bene e nel male) potere dello Stato si faccia influenzare dall'opinione pubblica, beh, francamente, mi sembra l'ennesima amara rassegnata constatazione che la pretesa democrazia civile dello Stato italiano si è convertita, non da adesso, in un'allegra anarchia, in cui sono i manifestanti a dettare le regole di comportamento e a programmare l'azione amministrativa del governo, ricevendone guarentigie di impunità (nella maggior parte dei casi) ed è dunque lo sdegno umano e giustificato di qualche cittadino francese a spingere la procura di Alessandria a cambiare idea e, dopo aver pubblicamente annunciato che non ricorrevano i presupposti legali dell'incarcerazione dell'albanese, imprenditore edile, responsabile dell'incidente in cui hanno lasciato questo mondo quattro giovani transalpini, a ordinare la restrizione in carcere dell'indagato (prima per omicidio colposo, lesioni - per il quinto scampato, giuda in stato di ebbrezza, ora, forse, per omicidio volontario).
La vicenda giudiziaria risulta tragicomica: gli inquirenti che applicano la legge lasciando libero l'indagato, i parenti delle vittime che protestano, gli stessi inquirenti che mutano il titolo dell'imputazione (a quanto pare) ovvero trovano elementi di pericolo di fuga, di reiterazione del reato o ... di occultamento delle prove, pur di tenere il responsabile nelle patrie galere e soddisfare così l'opinione pubblica. Reazione ben diversa da parte nostra e soprattutto da parte dei magistrati francesi alle proteste della madre di Daniele Franceschi, deceduto nel carcere di Grasse, in Francia in circostanze tuttora non chiarite.
Tra l'altro ove emergesse che la custodia cautelare ora inflitta dipende dal mutato titolo del reato si confermerebbe ulteriormente la schizofrenia dei rapporti tra popolo, potere legislativo e giudici, atteso che, allo stato, un appartenente all'ordine giudiziario reputa applicabile la fattispecie, ancora in corso di definizione in Parlamento, di omicidio stradale, riservato, malauguratamente, solo a chi si metta alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, dimostrando che non ce n'è alcun bisogno. Si ricorderà che l'azione (quella di bere o di drogarsi) è libera e volontaria e gli effetti che ne discendono vanno tutti riportati nell'alveo volontaristico che li ha generati, sia pure a titolo di accettazione del rischio (in ciò non è dato riscontrare alcuna differenza nel caso di chi deliberatamente sceglie di superare i limiti di velocità, ad esempio, in area abitata, cagionando la morte di pedoni).
Società e diritto, dalla problematica convivenza, si rivelano ancora una volta come la cartina di tornasole e, insieme, i fattori di un progresso e di una civilizzazione agognati ma non ancora raggiunti dalle sedicenti nazioni civili.

Monday, July 25, 2011

[(O)D]IO

Razionale, non pazzo. Solo con la svalutazione delle vite degli altri, della loro importanza all'interno di un disegno strategico della futura comunità, è possibile essere imperturbabili dinanzi all'eccidio e proclamarsi innocente, anzi salvatore. Una coscienza scolpita nel marmo dell'ideologia medievale, nella cessione totale di se stessi ad uno scopo supremo che consiste nella conservazione di una società chiusa e pura, aliena da contaminazioni. La sublimazione di un io potenziato che si afferma, divinamente, nella rappresentazione dinamica dell'idea e, come in un videogioco, diventa tragedia agli occhi di tutti.