Sunday, May 30, 2010

Diacronie sincronizzate

Il mistero dell'orologeria d'antan. Meccanismi dentati che si intrecciano alla perfezione innescando catene di effetti che si dipanano nella produzione regolare del tempo. Così le strutture elastiche e anamorfiche della rappresentazione dialogano tra loro alla ricerca di identità, contesti, luoghi sempre cangianti, immerse in un racconto liquido su cui galleggia la necessità della comunicazione e affiorano, di tanto in tanto, emozioni radicali che generano, a loro volta, turbinii allegorici a pelo d'acqua, superficiali nella loro evidenza di densi bisensi. Un luna park del 'making of', che avviluppa relazioni perverse e solitudini (d)esistenziali, incidendo nella carne della realtà attraverso la chirurgia della finzione e sovvertendo, con un risultato di spiazzamento, i piani narrativi. La prepotente duttilità degli interpreti, artefici di un'incessante contaminazione dialogica sublimata nel 'tavolo di Babele', annichilisce per la semplicità dei continui cambi di registro. L'incesto diacronico suggerisce la circolarità della vita di chi è creatore e creato in una sintesi laica che deborda nella (co)scienza medica e nel black humorism. Un puzzle frammentato in tanti 'piéces', dai tasselli non sempre connettibili, ma che, ricomposto, ci restituisce un'immagine di dolore acuto, sonoro, che filtra nella malinconia della rigenerazione dei cicli. E affligge i protagonisti in un'affannosa ricerca/rifiuto dell'essere. Ad ognuno manca un pezzo, il pezzo risolutore: un figlio, una madre, un fratello, un padre, la sanità mentale e fisica, la voce (propria e del padre), un amore. Itinerari di privazioni, tortuosi, percorsi nell'ellisse quotidiana senza 'istruzioni per l'uso', ma con la certezza dell'eterno ritorno, pure nel rifiuto globale.

Sunday, May 23, 2010

All the colours of the world

I wish to explain how much a real shell is important to contain a (the most) colourful pearl of the world, but i haven't enough knowledge of the english or italian language in order to make understandable the (b)rainbow that i perceive when i think of her. She can perhaps get the meaning.

Saturday, April 24, 2010

Al Saviano

L'idea di far confrontare (?) Saviano e Al Gore si è concretizzata nel giustapporre un lamentoso aprogettuale che discetta di banalità, tra cui le speranze di pace che la politica dovrebbe realizzare, e che ciò nonostante (o forse per questo) viene applaudito, da un lato, e, dall'altro lato, un esaltato cantore delle nuove forme di comunicazione. Non certo come la frutta mostardata sul gorgonzola...

Saturday, February 20, 2010

Scandalo al sole ligure

Fischi e fiaschi. Così tra sibili di disappunto e spropositi canori tramonta il sessantesimo Festival della canzone. Che ha visto esibirsi come miglior voce (ma in un imbarazzante deserto mentale) Nilla Pizzi e come miglior vestito i merletti delle sorelle (fratelli) bandiera. Ammainata, nel taglia e cuci generale, quella italiana, intinta nella saliva spocchiosa e lecchina del parvenu blasonato, come il buon gusto, trafitto dal voto anonimo da casa, che incorona, giustamente nella sua logica, i propri puledri già avvezzi, si direbbe addestrati, a misurarsi - con i relativi supporters - con i dedali delle voci automatiche. I 3 finalisti ed il vincitore dei giovani nascono come fenomeno mediatico, 'creati' proprio da trasmissioni televisive rette dal demiurgo 'televoto': X-Factor, Amici, Ballando con le stelle. Non c'è spazio per altro, non c'è spazio per altri, che pure avrebbero meritato e non poco. Penso alla sanremesissima Arisa, personalmente insopportabile, ma con una presentazione (ripetizione) di suoni, ritmi, ritornelli, voce, costumi adatta alla vittoria per ironia e gusto retrò; al rap-rockettaro provocatorio di Cristicchi che mai avrebbe potuto vincere, se non nei negozi di musica (se ancora esistono); all'impegnato, troppo, Povia, grillo parlante delle ultime edizioni, dopo i primi spensierati e remunerativi esperimenti paracanori; alla grintosa Irene Grandi. Tutti sommersi da una fetida coltre di democrazia televisiva che, a ben pensarci, altro non è che travestimento di un'oligarchia plutocratica. Chi spende o,75 euro a telefonata per partecipare ad un simulacro di voto collettivo? Chi ce li ha, ne spende sicuramente almeno 75, e chi ne ha di più anche 75000. Sufficienti a portare avanti il proprio beniamino, forse no, ma se ad investire sono case discografiche o nobili decaduti, forse sì.
Anonimo e governato dal calcolo strategico e dalla ricchezza, il televoto ha impoverito di qualità la finale 2010. Vincerà il savoiardo, che urla stonato il suo amore per l'Italia il cui venerabile padre aveva citato in giudizio per un risarcimento inverecondo a causa delle sottrazioni patite nel periodo postfascista? Avvilente.
L'anno scorso Maria De Filippi aveva incoronato il suo pupillo Carta Straccia, quest'anno per pudore si è astenuta, delegando il marito a premiare la chioma ribelle e scostumata di un Amico, Valerio. Che ha gioco facile, con un testo ammiccante ed una melodia accattivante, contro le troppo velenose sciabolate acustiche di Mengoni e le corbellerie svergognate di un paraculo rispetto alla cui ugola i fischi piovuti dall'Ariston sono lirici. Peccato per Pupo e il tenore.

Iper.oca ama.bile

colei che nonostante la disponibilità del testo cifrato e la conoscenza del codice non riesce ad applicarlo. E si innervosisce!

Monday, December 28, 2009

L'orrore degli errori

Cosa dire della lingua italiana? Come una diafana creatura di cristallo mostra la sua fragilità ad ogni contatto con qualsivoglia esponente dell'umana specie. Come nell'ormai declinata pubblica moralità, che si fa beffe di rispetto per gli altri e dignità individuale, anche nell'uso attuale delle parole si affermano arroganti (e affoganti) atteggiamenti di oblio di processi sintattici e strutture grammaticali. I pochissimi modesti esempi che si raccolgono costituiscono solo la cima dell'iceberg: appartengono, senza accedere a pedanti censure, a quella serie di lassismi linguistici cui è ormai inutile porre freno se non si eliminano le ignoranze che li consolidano.

Primo esempio tratto da un sito di specialisti di informatica:
"File illegibili e inutilizzabili. Hard disk, l’esperto risponde (http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2009/12/25/hardisk/?ref=rephpsp1)"
Se un titolo del genere passa per i neuroni del redattore e quindi i controlli dell'amministratore del sito e non viene corretto domani un sedicenne appassionato di informatica si sentirà legittimato a scrivere quella parola irripetibile in un elaborato ed il suo professore, a meno che non sia 'compagno di legende' del succitato redattore, altrettanto legittimato a dargli un bel 2. La democrazia culturale è da sempre nemica della cultura democratica.

Secondo esempio tratto dal sito del Governo italiano: "Dossier e approfondimenti su materie inerenti le Politiche europee (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/sez_dossier/politiche_com/index.asp)"

Esempio classico di un diffuso malcostume 'burocratese' che è l'applicazione di un approccio di un'esattezza aritmetica: dopo il participio presente ci vuole il complemento oggetto! Analogo destino è subito infatti dall'ermetica parola "afferente". E rappresenta senz'altro il più insopportabile vezzo degli ignoranti di oggi: utilizzassero "riguardanti" e lasciassero in pace i verbi difficili!

Non immune neppure l'organo governativo che dovrebbe disciplinare e dirigere l'esercizio della pubblica istruzione.

"QUESITI INERENTI IL BANDO FISR 2002 (http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/3009QUESIT_cf3.htm)".

D'istruzione manco a parlarne, distruzione senz'altro.

Friday, December 18, 2009

C'è moda e modo

Che sia trendy declinare al femminile ogni sostantivo 'orrendamente' maschile è cosa troppo evidente per discuterne, come tra l'altro gli esiti cacofonici e talvolta ridicoli cui l'oltranzismo ottuso non riesce a rinunciare. Ulteriore monstrum partorita da una linea ideologica che ha prodotto nel tempo diffusi disagi psicologici, pur eliminando alcune odiose storture dell'impostazione patriarcale della società, è la sentenza in corso di deposito della Corte costituzionale che ha giudicato legittima alla luce dei valori della Carta del '48 la nuova legge elettorale della regione Campania nella parte in cui prevede l'annullamento della seconda parte del voto di un cittadino laddove questi non abbia scritto un candidato di sesso diverso dal primo preferito. Peccato che non abbiano trattato la questione in caso di transessuali il cui passaggio da un sesso all'altro non si sia ancora del tutto compiuto. Sarebbe forse stata ancora più di moda!

Abuso di libertà e licenza di uccidere

Uno dei problemi del Bel?paese è l'ipocrisia valoriale. A fianco del tramonto del freno inibitore della moralità in ogni settore privato e pubblico, ci si ostina a sbandierare una pretesa civiltà coincidente con la garanzia delle libertà individuali. Guai a toccare l'informazione professionale, portatrice del 'vero' e del 'giusto', ma anche quella amatoriale, improvvisata, free lance dei blogger. Che possono così sbizzarrirsi con minori vincoli e pochi controlli a esercitare quel sacro diritto di esprimere la propria opinione su qualsiasi argomento, con qualsiasi tono e modalità. Odio una persona? mi apro un gruppo su facebook e inveisco contro di lui insieme con altri che la pensino come me; oppure ci faccio un bel film dal titolo inequivoco inneggiante alla sua uccisione; oppure scrivo che è un mafioso. Fin quando si coltiva questa 'passione' per la propria libertà di critica nel chiuso del proprio salotto con i propri amici, nulla quaestio (salvi i limiti di ordine pubblico), ma se brandisco questa cosiddetta libertà e ne faccio un'arma dialettica concorrendo a generare, anche se infondatamente, la condivisione dei contenuti del mio messaggio, sulla base dell'effetto gregario che deriva da qualsiasi sentimento forte, allora, probabilmente sto travalicando i confini segnati dal rispetto dell'altro e sto abusando della mia 'libertà'. e che un abuso socialmente rilevante e politicamente foriero di evoluzioni incontrollabili debba essere prevenuto ove possibile e represso ove manifestatosi penso appartenga alla medesima matrice 'civile' dei diritti/doveri di una comunità 'sana'. Evitiamo allora di ricorrere alla retorica della libertà per difendere quelli che facendone cattivo uso la sviliscono riducendone di molto il carattere 'fondamentale'.

Mari puliti

Draghe di mare. Per un paradosso linguistico non emettono alcunché ma ingurgitano, al fine di depurare un ambiente intossicato da rifiuti di ogni specie. Buste di plastica e imballaggi soprattutto. Si accettano allora volontari. Disposti a ripulire il mare italiano, a cominciare dall'Adriatico, visto che gli ultimi sette si sono appena arenati sulle rive pugliese, estenuati da turni di lavoro massacranti ma principalmente da quintali di cibo del progresso. Poveri miopi capodogli!

Thursday, December 17, 2009

Go go morra go go

A gogò. Quando si dice cinema neorealistico, si dice pure realistico e quasi preconizzante. Dopo Fabbricino e Terracciano, Venosa è stato arrestato. Cosa accomuna i tre? Erano tutti attori del celebr(ol)e(so) film del garrulo Garrone. E non hanno certo fatto fatica ad immedesimarsi nella parte...

Thursday, December 3, 2009

Sotto ... zero

A Cortina si scia, fiocchi veri. Non artificiali come le confezioni 'cinematografiche' delle storie berlusconiane, in scena stasera su RaiDue. Meno male che qualche cialtrone si dedica ad attività alternative al giornalismo, non si sa mai cosa ci riserva il domani. Ma l'imitazione di BluNotte, ChiL'HaVisto, AmoreCriminale è P I E T O S A. Non è arte loro, nonostante un ormai declinante Haber, è l'urlo stonato del cigno nero che avvolge il suo collo intorno alla chioma argentata e a quella ricciuta di un paio di vergogne dell'informazione televisiva. Che, almeno uno dei due, prosegue la trasmissione con un understatement spocchioso come pochi, ancora peggio dell'arroganza da ras del quartiere con cui normalmente conduce il circo (anche in senso strutturale) del giovedì. Con la presenza di un venditore di libri, che dovrebbe conoscere gli argomenti di cui ha scritto, costantemente sbugiardato dai protagonisti delle vicende, che si presumono essere in mala fede. La verità è un Travaglio, guru autocompiaciuto ed autocelebrato sulle orme di un fallimentare PM: la rovina è vicina. Si è ormai sfondato il muro del ridicolo e le opinioni diventano gag e gli interlocutori burattini di una commedia amara e senza fine (nei due sensi del termine).

Monday, November 30, 2009

Scratching the Jingle Balls: ovvero della Scaramanzia natalizia


Il mistero dei Ministeri. Sbandierata alle scorse elezioni (elezioni! non alla cinese) la continenza, almeno nel numero di componenti del nuovo Governo, Berlusconi, che, da quando ha preso in mano ... le redini della democrazia italiana, ha sempre dimostrato di saperci fare (non fessi, però), specie nel momento in cui non sapeva più dividersi tra Dad (Papi) e Daddy (Patrizia D'Addario), mostrando in ciò la vena paternalistica che irrora la sua autorità, Berlusconi, dicevo, che ne ha passate tante (non solo di fini madame, fini minuscolo, esattamente come vorrebbe Lui), e ne ha fatte passare altrettante (oltre che in Tv e in Europa), si sarà interrogato sui motivi dell'accanimento della Sorte oltre che della Consorte contro di lui.
Lui, l'Unto del Signore, reincarnato per la salvezza della penosa e pensosa penisola (dei famosi? degli affamati? isola di pene o ... appunto), ri-inchiodato al crocifisso (ora che hanno rimosso il precedente occupante) mediatico, politico, giudiziario che ne fa quotidianamente (ovvero sui quotidiani) capro espiatorio dei guasti e dei difetti dell'intero genere umano (?), con una bruciante, bollente Passione che rischia di giungere in Apocalisse prima di esaurirsi, Lui ha finalmente trovato la risposta al terremoto, a Veronica, a Di Pietro, alla crisi economica globale, etc, etciù.
Aveva fatto male i conti, non Lui, Tremonti! Eh sì! La sua squadra di governo era da ultima cena!
12 ministri???!!! E quale avveduto capo di governo avrebbe imbandito la tavola per tredici, dico 13 convitati??? Era ovvia la conclusione. Ma il Saggio ha provveduto e in Gazzetta, il 28 novembre, il sospirato gesto che annullerà le sventure sul suo capo.
I Ministri diventano 13, e non con un Dicastero qualunque, ma con quello della Salute!
A Lei, Presidente! e tanti auguri...

Thursday, November 26, 2009

Dovere di verità

Brevi flash sgranati, parole irriconoscibili, azioni concitate. Il piano di rilancio dell'audience del GF10 è partito, con Mauro, il più autentico, genuino e ruspante della casa. Che farebbe, nel racconto della 'vittima' Veronica, il porco schifoso etc. Se d'altronde la depositaria della verità è ormai per presunzione la donna (specie quando si tratta di 'violenza'), è normale che un giornale a larga tiratura titoli:

Mauro aggredisce Veronica, il Grande Fratello minaccia pesanti provvedimenti

Il salumiere scherza pesantemente e poi mette le mani addosso alla moretta che si arrabbia

in cui si ricostruisce la storia con una certa parzialità. Ovvio che si tratti di un'esagerazione per tutti quelli che, come i veri giornalisti, non replicano comunicati 'di regime', ma collaudano e sperimentano direttamente le fonti.

Tuesday, November 24, 2009

Riforma della (in)giustizia

Ma mi chiedo, se si eliminasse mentalmente il profilo del premier dal disegno di legge Alfano, se si dimenticasse che l'effetto della sua approvazione sarebbe la sua assoluzione per estinzione del processo, se la Corte europea dei diritti dell'uomo l'avesse incoraggiata al fine di ripristinare, se mai c'è stato in Italia, un equo processo dalla ragionevole durata, chi avrebbe eccepito alcunché ad una dote di 640 giorni ovvero 4480 ore ovvero 268800 minuti per esaurire un processo concernente reati al di sotto di 10 anni nel massimo della pena edittale? sono esclusi i reati di allarme sociale, sono inclusi quelli di allarme politico-economico. Ma ditemi, è meglio la civilizzazione del processo, che evita l'indeterminata soggezione dell'imputato innocente alle schizofrenie di un'amministrazione della giustizia burocratizzata o l'indulto?
Certo all'accelerazione processuale devono tener dietro una riduzione dell'armamentario dilatorio dell'avvocato, un rigore estremo nella gestione del processo e una concentrazione degli orari di lavoro, con una disciplina delle attività che eviti il collasso del sistema o il rinvio automatico delle cause. Se poi aggiungiamo un bel sorriso stampato in faccia ai magistrati che da pubblici dipendenti forse non potranno sottrarsi al nuovo galateo di Brunetta otterremo, magari, una giustizia efficiente. Benvenuti nel 2040, forse.

Sunday, November 1, 2009

Televisionari


Bianco è bianco e nero è nero. A qualche giornalista, anzi tutti, l'equazione non torna. Alla mediatica celebrazione dell'umanità degli Obama, il Barack presidenziale, nonché maggiordomo della presenziale Michelle, distribuiva dolcetti ad una manciata di fanciulli emotivamente coinvolti nella festa simulata alla Casa Bianc(oner)a quanto possono esserlo i tacchini il giorno del Thanksgiving. Destinati ad uno spot promozionale dell'ennesima trovata della Presidenta.
Quattro sparuti strumentisti travestiti da scheletri intonavano musiche di circostanza all'ingresso, Barack cappuccetto nero con il cestino di leccornie a fare da cornice alle intraprese di una Catwoman (?!), alias Michelle, non Pfeiffer, come fu, ma Obama come dovrebbe essere.
Strano solo che per essere Cat aveva troppe macchie (non di scarlattina, sembrava) anelliformi nere su un pelo giallognolo. Ora non so cosa abbiano imparato i giornalisti alle scuole medie di zoologia, ma qualsiasi bambino avrebbe pensato ad un leopardo, un giaguaro, al più un ghepardo, un felino certo ma non un gatto e per di più non nella versione nera nerissima di Catwoman. La notizia di propaganda è rimbalzata su tutti i canali Raiset e Internet e ovunque si è fatto l'accostamento all'eroina della notte, in un loop continuo che rinnega la missione del giornalista: 1. raccontare la verità, 2. prima di farlo, verificarla. Non dire gatto se non ne sei sicuro...